12_06_2012 | CRISI EDILIZIA, PESARESI: CHI GOVERNA APPROVI AL PIU’ PRESTO IL PIANO PARTICOLAREGGIATO

Martedì, 12 Giugno 2012

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CRISI EDILIZIA, PESARESI: “CHI GOVERNA APPROVI AL PIU’ PRESTO IL PIANO PARTICOLAREGGIATO”


Il settore delle costruzioni è al collasso. Negli ultimi tre anni nel settore si sono persi 1500 posti di lavoro. Nel corso del 2011 le gare di appalto aggiudicate sono state 113 per un importo complessivo di circa 38 milioni di euro, più che dimezzatosi rispetto agli 84 milioni del 2011. Il peso delle imprese extraregionali che si sono aggiudicate gare nel nostro territorio è stato per il 2011 del 25 per cento. Nello scorso anno il peso delle imprese regionali si attestava al 43 per cento, e quello della nostra Provincia era il 32 per cento e il ribasso medio degli affidamenti è stato del 16 per cento (nel 2010 era del 14,5 per cento).


Lo sviluppo sostenibile, rispettoso dell’ambiente circostante e teso a creare il bello per rendere più confortevole la vita di tutti noi, specialmente in un territorio in cui il turismo è uno dei punti di forza dell’economia, è anche la missione delle nostre imprese”, ha spiegato oggi il presidente di Ance Rimini Ulisse Pesaresi all’assemblea annuale. “Dobbiamo però affermare che tra l’uso indiscriminato del territorio e il blocco di qualsiasi attività esistente, sicuramente vi sono alternative condivisibili da tutti, che contemperino, da una parte la tutela di un bene non rinnovabile come l’ambiente, e dall’altra permettano alle imprese di fare il loro mestiere e di dare lavoro a tanti operai che attualmente lo vedono a rischio”.


Tra i punti di maggiore criticità l’Ance mette al primo posto l’approvazione dei Piani particolareggiati. Al secondo la rigenerazione del tessuto edilizio e urbano per permettere l’intervento nell’ambito della sicurezza sismica, del risparmio energetico, del riutilizzo in chiave innovativa di immobili esistenti con eventuale cambiamento d’uso.


Il problema di Rimini resta la mancanza di strumenti per l’urbanistica. “L’adozione affrettata – dicono da Confindustria - del nuovo piano strutturale comunale, senza entrare nel merito della complessità delle scelte progettuali e delle norme urbanistiche, ha creato un blocco nell’attività edilizia perché alle norme del vecchio piano si devono sommare quelle del piano adottato creando una quasi totale paralisi del processo edilizio. Se sommiamo a questa constatazione la lentezza se non il blocco dell’approvazione dei piani particolareggiati presentati prima dell’adozione del Psc e di tutte le altre pratiche autorizzative si constata l’impossibilità per molte imprese di svolgere il proprio lavoro”.


Nel calderone delle criticità anche i vincoli del patto di stabilità, legato al debito delle amministrazioni nei confronti delle imprese edili. “Il patto di stabilità, ammesso che salvi l’Italia, è però la condanna per molte imprese (i fallimenti in aumento ne sono una testimonianza)”.


“In passato – ricorda Pesaresi - si diceva che le imprese potevano andare male per i troppi debiti, in questi anni invece molto spesso le imprese falliscono per troppi crediti nei confronti delle pa. Non è possibile andare oltre con una situazione simile in cui, quando lo Stato deve incassare le tasse o quanto altro gli è dovuto è esigente ed implacabile, con sanzioni considerevoli anche per semplici errori formali o piccoli ritardi, mentre quando è il debitore si dimentica di onorare le scadenze”.


La proposta di Pesaresi, che non ritiene possibile a Rimini il pericolo di una bolla immobiliare (in questi anni di crisi i permessi di costruire sono calati in maniera consistente), si chiama ‘rigenerazione urbana’, accompagnata, ovviamente da tutti gli strumenti che la consentano.
“I recenti accadimenti dovuti al sisma in Emilia a causa del quale piangiamo numerose vittime, a cui va il nostro cordoglio, richiamano alla nostra coscienza il dovere di mettere in sicurezza i nostri edifici. Questa attività, la cui estrema necessità è sottolineata dai fatti, si sposa perfettamente con quella della rigenerazione urbana per la quale richiediamo che le pa adottino con urgenza gli strumenti urbanistici che consentano da subito tutto ciò. In altri termini, ci aspettiamo che chi ha la responsabilità di governo del territorio non si limiti a dire quello che non si può fare, ma dica anche che cosa e come si dive fare con regole chiare ed immediatamente applicabili”.